Logistica e Supply Chain: le competenze del nuovo manager

Digitalizzazione, sostenibilità e complessità delle filiere stanno trasformando il settore della logistica e dei trasporti. Per guidare questa evoluzione, servono manager capaci di integrare esperienza operativa, visione strategica, responsabilità economica e leadership.

A cura di Damayanthie Barbieri, Principal di Alias Executive Search.

Logistica e trasporti incidono sempre più direttamente sulla competitività delle imprese: influenzano costi, continuità delle attività, qualità del servizio e capacità di rispondere ai clienti. L’evoluzione delle filiere rende sempre più importante una gestione capace di collegare le decisioni operative agli obiettivi aziendali.

Digitalizzazione, sostenibilità e gestione dei rischi sono tra i principali fattori di trasformazione. A questi si affiancano la pressione sui margini e la richiesta di livelli di servizio elevati. Cambiano così i processi, i modelli organizzativi e le competenze richieste a chi guida le attività logistiche e la Supply Chain

Questi cambiamenti richiedono alle imprese di verificare l’adeguatezza delle competenze disponibili, valorizzare le professionalità interne e individuare gli eventuali fabbisogni di inserimento o sviluppo. La sfida riguarda tanto le conoscenze digitali quanto la capacità di coordinare persone, processi e responsabilità.

Digitalizzazione, sostenibilità e resilienza: i tre driver della trasformazione

La digitalizzazione sta ridefinendo il modo in cui vengono organizzate e gestite le attività logistiche. L’intelligenza artificiale può supportare la pianificazione delle rotte, mentre robotica e automazione contribuiscono a trasformare il lavoro nei magazzini. Cresce, parallelamente, il valore delle competenze legate all’analisi dei dati e alla gestione dei software per la logistica e la Supply Chain, come i sistemi WMS (Warehouse Management System) e TMS (Transportation Management System).

Anche la sostenibilità ha un peso crescente nelle decisioni aziendali. La cosiddetta Green Logistics comprende iniziative per ridurre le emissioni dei trasporti, valutare soluzioni di alimentazione alternative per le flotte, migliorare l’efficienza degli imballaggi e organizzare la logistica di ritorno (reverse logistics). Sono attività che richiedono competenze specifiche e la capacità di valutare insieme impatto ambientale, investimenti, fattibilità operativa e qualità del servizio, traducendo gli obiettivi di sostenibilità in scelte misurabili.

Il terzo fattore è la resilienza. Le crisi degli ultimi anni, dalle interruzioni delle rotte commerciali alle tensioni geopolitiche, hanno evidenziato la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento troppo dipendenti da singoli fornitori o collegamenti. Accanto all’efficienza del modello Just-in-Time, basato sulla riduzione delle scorte e sulla disponibilità delle merci quando servono, le aziende valutano quindi strategie Just-in-Case, che prevedono maggiori margini di sicurezza per affrontare eventuali interruzioni.

Per i manager della logistica in funzione del perimetro del ruolo, significa valutare i rischi, predisporre alternative operative e coordinarsi con acquisti, produzione e commerciale. L’obiettivo è costruire una rete capace di assorbire gli imprevisti, contenendo gli effetti sul servizio e sui costi.

Governance della filiera: affidabilità, trasparenza e continuità operativa

La trasformazione della Supply Chain riguarda anche la gestione dei fornitori, la conformità normativa e la trasparenza dei rapporti lungo la filiera. Il coinvolgimento di più operatori e partner richiede responsabilità chiare, criteri di selezione adeguati e strumenti di controllo capaci di sostenere la qualità e la continuità del servizio.

Governare la filiera significa quindi valutare insieme costi, livelli di servizio e rischi organizzativi. Per i manager diventa essenziale verificare l’affidabilità dei partner, individuare eventuali criticità e adottare procedure coerenti con gli obblighi applicabili e con le esigenze operative dell’impresa.

Nella selezione di figure apicali della Supply Chain, è importante approfondire come i candidati abbiano gestito fornitori, attività esternalizzate e situazioni di rischio, valutando la loro capacità di definire responsabilità, monitorare le prestazioni e intervenire tempestivamente in caso di problemi.

La conoscenza del quadro normativo si integra così con le competenze operative e manageriali. Riconoscere i rischi e coinvolgere le funzioni specialistiche competenti contribuisce a tutelare l’impresa e le persone, rafforzare le relazioni di filiera e preservare la continuità operativa.

Quali competenze deve avere un manager della logistica?

La complessità del settore richiede profili capaci di combinare conoscenza delle operazioni, visione strategica e responsabilità economica. Occorre comprendere come le decisioni su trasporti, magazzini, scorte e risorse incidano su costi, produttività, qualità del servizio e risultati aziendali.

Le competenze richieste assumono un peso diverso secondo il settore, il modello operativo e la fase dell’impresa. L’apertura di nuovi siti, un’integrazione dopo un’acquisizione o un percorso di miglioramento della redditività richiedono esperienze e capacità differenti. Nell’Executive Search diventa quindi centrale collegare il percorso del candidato alle priorità del ruolo e al contesto in cui dovrà operare.

Quali elementi del percorso professionale permettono di riconoscere un manager con queste caratteristiche?

Dall’esperienza operativa alla visione strategica

Un manager efficace conosce da vicino i processi logistici, ma sa anche interpretarli in una prospettiva di lungo periodo. Deve poter affrontare un’emergenza in magazzino o nella rete dei trasporti e, allo stesso tempo,definire le priorità di intervento, costruire resposabilità chiare, contribuire alle decisioni strategiche dell’impresa, per esempio nella pianificazione di un’espansione distributiva.

Nella valutazione del percorso professionale è quindi utile osservare la progressione delle responsabilità: dimensione e complessità delle attività gestite, autonomia decisionale, coordinamento delle persone ed esposizione a progetti di cambiamento. Queste competenze possono maturare attraverso percorsi professionali differenti: da ruoli operativi, come Shift Leader, Warehouse Supervisor o Plant Logistics Manager, fino a incarichi direttivi come Operations Director o Supply Chain Director.

Più dei titoli ricoperti, contano i risultati ottenuti e le condizioni in cui sono stati raggiunti: miglioramento del servizio, controllo dei costi, avvio di nuove attività e sviluppo dei team. È utile comprendere il contributo effettivo del manager e la capacità di rendere duraturi i miglioramenti.

Capacità analitica e decisioni in condizioni di incertezza

La gestione della logistica richiede familiarità con costi, produttività, livelli di servizio e indicatori economici. Il manager deve saperli leggere in relazione tra loro, riconoscendo quando un miglioramento locale può generare costi o criticità in altre parti della filiera. Ma i dati non sono sempre completi e il mercato non consente di rimandare ogni decisione fino a quando il quadro è perfettamente definito ecco perché è necessaria anche la capacità di prendere decisioni basandosi su pochi dati.

Un buon manager deve quindi saper combinare analisi e capacità decisionale, senza rimanere bloccato dalla ricerca di informazioni aggiuntive. Esperienze come l’avvio di nuovi siti logistici, l’apertura di filiali estere o la gestione di ristrutturazioni aziendali possono offrire indicazioni sulla capacità di affrontare situazioni complesse e costruire soluzioni in contesti incerti, verificando anche come abbia corretto la rotta quando necessario.

Innovazione, leadership e sviluppo delle persone

L’innovazione tecnologica produce valore quando migliora i processi e permette alle persone di lavorare in modo più efficace. Per questo, tra le competenze di un manager della Supply Chain rientra anche la capacità di accompagnare i team nel cambiamento, valorizzare le professionalità presenti e sviluppare nuove competenze.

Comunicare obiettivi, responsabilizzare i collaboratori e sviluppare i responsabili intermedi assume particolare rilievo nella gestione di turni, sedi distribuite e picchi operativi. Anche le relazioni industriali e il coordinamento con partner esterni possono rientrare nel perimetro del ruolo. La crescita delle persone, la mobilità interna e la permanenza dei collaboratori sono elementi da approfondire considerando le condizioni organizzative in cui il manager ha operato.

La valutazione di un manager della logistica richiede quindi una lettura congiunta di competenze, risultati e stile di leadership. Il punto è comprendere come abbia affrontato problemi concreti, costruito autonomia nei team e adattato le proprie decisioni alle esigenze dell’impresa. È da questa coerenza tra persona, ruolo e contesto che dipende la solidità della scelta.