Interim Management: investimento per trasformare le PMI

Intervista a Fabio Montefiori

Alias, attraverso Damayanthie Barbieri e Patrizio Altobelli, rispettivamente Principal e Equity Partner di Alias, in linea con il loro approccio consulenziale e orientato al futuro, ha avuto il piacere di intervistare Fabio Montefiori, Presidente di Leading Network, l’Associazione Italiana Temporary Manager. L’obiettivo è fare chiarezza sulla crescente importanza dell’Interim Management (IM) come soluzione strategica per le PMI che affrontano cicli di crescita o trasformazione.

Partiamo da un punto fondamentale: in Italia c’è ancora confusione tra le varie forme di management temporaneo. Qual è la distinzione cruciale che dobbiamo chiarire tra consulente, fractional e il vero Interim Management?

La distinzione è strategica e culturale. L’Interim Management (IM come viene chiamato negli altri paesi, quindi l’equivalente di Temporary Management), è un rapporto professionale basato su progetti con inizio e fine ben definiti che richiede un approccio di grande autonomia e un focus sull’utilità dell’intervento che portano ad implementare soluzioni e progetti. Non è un rapporto di dipendenza a tempo ridotto (come può essere un fractional management part-time o un gap assignement), né un rapporto di consulenza dove il professionista porta delle soluzioni ma poi non si occupa di implementarle. l’IM è un profilo operativo. Mentre il consulente analizza e consiglia, il Temporary Manager entra in azienda, opera con deleghe precise, e lavora a stretto contatto con l’organizzazione interna per raggiungere l’obiettivo prefissato. Ha un inizio, una fine e una missione chiara: implementare e realizzare il cambiamento.

L’enfasi è posta sull’utilità dell’intervento e sul risultato, non sulla limitazione oraria. Richiede un’elevata autonomia decisionale e un focus sul cambiamento da realizzare, limitando le dinamiche relazionali tipiche di un dipendente a lungo termine.

Il nostro mercato come si posiziona rispetto all’Europa?

Dobbiamo essere onesti: c’è un gap culturale significativo. I mercati del Nord Europa sono partiti prima e sono il riferimento, perché lì è radicato il concetto di “comprare la competenza per un periodo determinato”. L’ingaggio di un IM è visto come un investimento flessibile e mirato.

In Italia l’IM è ancora troppo spesso percepito come una “figura a tempo determinato” o un riempitivo (gap assignment), un concetto che ne limita la reale valorizzazione e la diffusione, soprattutto nelle PMI.

Parliamo di operatività. Qual è il vantaggio di un IM rispetto a un consulente tradizionale per una PMI?

La differenza è l’azione. L’IM è un profilo altamente operativo e non solo consultivo.

Mentre un consulente analizza, L’Interim Manager entra in azienda con deleghe, lavora a stretto contatto con il team interno e realizza la missione. Agisce come un leader interno, temporaneamente, per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Questa sua capacità di essere immediatamente operativo e di portare know-how specialistico è l’elemento cruciale che consente alla PMI di implementare il cambiamento in tempi rapidi.

È noto che un manager di alto profilo ha un costo elevato. Qual è l’attuale modello di prezzo e come si giustifica l’investimento?

L’investimento è giustificato dal valore del progetto e dalla competenza. La tariffa media giornaliera si aggira intorno ai 700€, con picchi anche oltre €1.800 a seconda della seniority e della complessità dell’incarico.

È un costo legato al risultato che il manager garantisce e non al tempo impiegato, permettendo all’azienda di accedere a un livello di managerialità C-Level che, in assunzione permanente, risulterebbe troppo rigido o oneroso.

Qual è l’obiettivo finale di Leading Network e come può una società di Executive Search contribuire a questo?

Il nostro obiettivo è chiaro: rafforzare il riconoscimento della professione, anche a livello istituzionale, e diffondere una cultura dell’Interim Management come catalizzatore di cambiamento, non come semplice soluzione tampone.

In questa direzione si colloca anche la recente audizione parlamentare presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame di una proposta di legge dedicata all’impiego dei dirigenti temporanei nelle PMI, che ha rappresentato un momento di confronto rilevante sul ruolo dell’Interim Management nel sistema economico nazionale.

Leading Network, inoltre, è un’associazione professionale riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi della Legge 4/2013, in quanto associazione non ordinistica abilitata al rilascio dell’attestazione di qualificazione dei servizi professionali e alla promozione di percorsi strutturati di certificazione, contribuendo in modo concreto alla professionalizzazione e alla credibilità della figura dell’Interim Manager.

Il manager che entra e supera il percorso di associazione a Leading Network, ottiene una certificazione delle proprie competenze, del proprio percorso e dell’investimento continuo in formazione e approfondimento professionali.

In questo percorso, realtà come Alias sono partner fondamentali. Non solo perché selezionano i profili giusti, ma perché aiutano le imprese a definire correttamente la missione, a comprendere che ingaggiare un Interim Manager significa acquisire una soluzione, non semplicemente una persona. La sinergia tra associazionismo professionale (che costruisce cultura e standard) ed operatori di mercato (che abilitano la selezione strategica) è una delle chiavi per far evolvere definitivamente il mercato italiano.

Informazioni di Contatto

Alias Executive Search and Consulting è una realtà specializzata nella ricerca e selezione di profili manageriali e C-level →  www.alias-executive.it

Leading Network è un’associazione di categoria per i Temporary Manager che ha come obiettivo definire, valorizzare e promuovere la professione →  https://www.leading.it/