Rotta l’origine settoriale: competenze ibride ridisegnano le carriere

La pressione sui costi, l’instabilità della domanda e l’accelerazione tecnologica stanno portando anche i settori tradizionalmente ad alta marginalità a rivedere i propri modelli operativi. In questo scenario, prende sempre più forza una tendenza che rompe i confini settoriali: l’ibridazione delle competenze.

Secondo l’ultima Nota ISTAT (aprile 2024), la produzione industriale italiana ha chiuso il 2023 con un calo del 2,5% e una flessione tendenziale nel primo trimestre 2024 del -1,2%. A fronte di queste dinamiche, molti settori industriali – tra cui automotive, manifatturiero, call center e logistica – stanno ristrutturando i propri modelli, puntando su efficienza, digitalizzazione e agilità.

Come sottolinea Forbes in un’analisi recente dedicata all’industria automobilistica (“If the Auto Industry Can Steer Through Disruption, So Can You”, aprile 2024), il settore automotive sta riscrivendo i propri paradigmi, adottando modelli di vendita diretta, gestione omnicanale e innovazione organizzativa. E non è il solo. In parallelo, le competenze sviluppate in questi settori – visione analitica, attenzione alla marginalità, ottimizzazione dei flussi – iniziano ad essere sempre più richieste in ambiti come il fashion, il pharma e l’insurance, dove per anni la crescita è stata guidata più dal posizionamento di marca che dalla disciplina operativa.

Il report di BCG “Rethinking Pharma’s Commercial Model” (novembre 2023) documenta come anche le aziende del life sciences stiano incorporando metodologie proprie dell’industria manifatturiera per ridurre la dispersione commerciale, accelerare il time-to-market e misurare con maggiore rigore l’efficacia dei canali. È un cambio culturale profondo, dove le competenze provenienti da contesti a bassa marginalità diventano strategiche per il futuro dei settori ad alto valore.

Allo stesso modo, Bain & Company sottolinea come l’efficienza, una volta prerogativa del manufacturing, sia oggi un fattore critico anche nelle aziende tecnologiche e nei servizi. Il report “Cost Leadership at Fast‑Growing Tech Companies” mostra che le realtà più performanti sono quelle che integrano visibilità di spesa, budgeting rigoroso e gestione lean – approcci nati in ambiti industriali e oggi trasferiti in contesti ad alta crescita e valore.

Questa contaminazione di competenze non è solo utile: è necessaria. I leader del futuro – CEO, CFO, COO, Operations Director – dovranno saper combinare l’approccio strategico alla performance con una gestione consapevole e integrata del capitale umano.

Patrizio Altobelli, Co-Founder di Alias e Partner CFO Practices, osserva:

Oggi le imprese di settori come luxury, pharma e insurance ci chiedono figure che abbiano respirato la pressione quotidiana della marginalità e che sappiano portare quel rigore anche in contesti di alta reputazione. È la visione che cambia: non si guarda più solo alla provenienza, ma all’impatto operativo reale.

In un mondo dove la competitività si gioca sulla capacità di adattamento, l’ibridazione delle esperienze e delle logiche gestionali diventa la vera risorsa distintiva. Non più etichette settoriali, ma visioni manageriali capaci di trasformare ogni contesto.

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